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Parco degli Ulivi diventa anche sito archeologico urbano multimediale

Scavi Peuceti, restauri e Intelligenza artificiale. Un modello virtuoso di valorizzazione del Patrimonio, realizzato interamente dalla Edil Co. inaugurato il 28 marzo scorso, possono visitarlo tutti. In queste pagine il Prof. Giuliano Volpe, ideatore scientifico, docente presso l’Università degli Studi di Bari, ci spiega le peculiarità del progetto

Un progetto nato dalla collaborazione tra pubblico e privato

Ad Altamura in un’area compresa tra via IV Novembre, Via La Carrera, Via Baracca si è realizzato un piccolo miracolo: un progetto che ha cercato di conciliare esigenze apparentemente in opposizione tra di loro: la ricerca archeologica, la tutela, la valorizzazione, la fruizione pubblica del patrimonio culturale, la comunicazione con l’impiego di tecnologie innovative e la realizzazione di un immobile da parte di una impresa privata, la Edil Co.

L’innovazione è stata in realtà la componente peculiare dell’intero percorso, non privo di difficoltà: nell’impostazione data fin dall’inizio da parte dell’impresa edile, nelle aperture e nella disponibilità dell’Ente di Tutela (il Ministero della Cultura con la Soprintendenza Archeologica prima e la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della città metropolitana di Bari poi), nel coinvolgimento del mondo universitario, di tecnici, restauratori e di archeologi professionisti molto qualificati.

Dieci anni di scavi e ricerche

Il progetto ha avuto inizio ben dieci anni fa. Dopo aver espiantato gli ulivi presenti nell’area, trasferiti in vasi e amorevolmente curati e conservati durante tutti questi anni, per essere di recente ripiantati, presero avvio le ricerche archeologiche dirette da chi scrive, allora docente dell’Università di Foggia, poi trasferito all’Università di Bari, con il coinvolgimento della società di ricerche archeologiche Archeologica. La prima operazione fu una prospezione geofisica, condotta da una specialista (dott.ssa Laura Cerri), che portò all’individuazione di alcune anomalie, utili per poter impostare le indagini di scavo, che furono condotte nel corso di alcune campagne, regolarmente autorizzate dall’allora Soprintendenza Archeologica della Puglia, diretta dal dott. Luigi La Rocca, oggi Capo del Dipartimento Tutela del Ministero della Cultura, con la supervisione della dott.ssa Maria Rosaria De Palo. Sempre positivo è stato il rapporto con la Soprintendenza ABAP di Bari, ora diretta dalla dott.ssa Francesca Romana Paolillo, con la responsabilità del territorio altamurano della dott.ssa Caterina Annese.

Le scoperte: l’abitato peucezio e il grande canale

Gli scavi hanno portato all’individuazione di una porzione dell’abitato di età peucezia di Altamura, databile in particolare tra il VI e il III secolo a.C., che, come di consueto, vede la compresenza di strutture abitative, luoghi di lavoro e anche sepolture. Città dei vivi e città dei morti convivono. La struttura più rilevante è un grande canale scavato nel banco geologico calcarenitico, indagato complessivamente per una lunghezza di circa 55 m, foderato con spallette in muratura, realizzate con ciottoli e blocchi di calcare di varie dimensioni, non lavorati e legati da terra. La realizzazione dell’opera idraulica si colloca nel corso del V secolo a.C., con interventi di rifacimento e manutenzione tra IV e III secolo a.C. Al centro del canale è posta una buca di grandi dimensioni, di forma circolare, forse per l’alloggiamento di un palo per sorreggere una passerella. Il canale, infatti, oltre che per lo smaltimento delle acque, poteva svolgere una funzione difensiva a non molta distanza dalle mura megalitiche della città.

Immediatamente a ridosso del canale sono state individuate parti di alcuni ambienti e una serie di sepolture, alcune realizzate all’interno di casse.

Delle abitazioni, databili tra il VI-V e il IV-III secolo a.C., si conservano solo alcuni lacerti di muri in blocchi calcarei sbozzati di piccole e medie dimensioni, messi in opera a secco, con l’impiego anche di frammenti di tegole e terreno argilloso, e battuti pavimentali, oltre ad alcune canalette.

Il restauro e la conservazione in situ

Il grande canale è stato conservato, attraverso complesse operazioni di restauro, consolidamento e protezione, realizzando un intervento assai impegnativo anche dal punto di visto ingegneristico per la realizzazione dei garage sotterranei, risparmiando la parte interessata dalla presenza della struttura antica. I muri delle abitazioni, invece, sono stati accuratamente smontati, anche con la consulenza della restauratrice dott.ssa Antonella Martinelli, sistemati su “barelle” e spostati in laboratorio, per poi essere rimontati, esattamente nelle stesse posizioni e alle stesse quote: sono ora visibili all’interno di un asilo e di un ambulatorio medico, in spazi posti al di sotto di pavimentazioni in vetro, opportunamente illuminati e ventilati. In tal modo i frequentatori dell’ambulatorio e i bambini che giocano nelle sale dell’asilo convivono con la storia stratificata.

Il vano ipogeo e l’allestimento multimediale con l’AI

Il grande canale, dopo interventi di restauro e pulitura, è oggi visitabile liberamente (con visite guidate, per gruppi di circa 20-30 persone) all’interno di un grande ed elegante vano ipogeo. Qui i visitatori sono accolti da un personaggio centrale nella storia del territorio, Tommaso Fiore, che racconta (con la sua voce clonata usando un raro documento audio) la storia del territorio altamurano, a partire dalla presenza dei dinosauri, documentata da migliaia di orme a cava Pontrelli, fino al Novecento, con il campo di prigionia n. 65, con tappe a Lamalunga con i resti del Neanderthal di Altamura, l’abitato peucezio, l’età romana, la nascita della città e la sua cattedrale nell’età di Federico II, l’età moderna con la prima università pugliese e l’esperienza repubblicana e rivoluzionaria.

La realizzazione di questo complesso prodotto multimediale, curato da Insomnia, con la mia ideazione scientifica e la regia di Marco Farese, è stato il frutto del lavoro di un articolato e qualificato comitato scientifico. Al termine della coinvolgente proiezione, i visitatori possono rivolgere alcune domande a Tommaso Fiore, che risponde con l’aiuto dell’Intelligenza Artificiale.

Il Parco degli Ulivi restituito alla città

I cittadini, ai quali questo luogo e il suo ricco patrimonio storico sono ora restituiti, sono accolti nel bel Parco degli Ulivi, dove sono sistemati anche giochi per bambini e strutture per l’attività fisica, oltre ad alcuni sarcofagi della necropoli antica rinvenuta in sito, da un totem multimediale che offre informazioni sul luogo e sui vari beni culturali visitabili nella città.

Il progetto PNRR CHANGES e il ruolo di Edil Co.

Il progetto di tutela, valorizzazione e fruizione multimediale, realizzato interamente a cura di Edil Co., è stato reso possibile anche grazie al grande progetto PNRR CHANGES (Cultural Heritage Innovation for Next-Gen Sustainable Society): Edil Co., infatti, è stata coinvolta nel selezionato partenariato, che vede insieme molte università italiane e alcune importanti imprese. Una conferma della considerazione che Edil Co. si è guadagnata nel campo del restauro e della cura del patrimonio culturale italiano.

Giuliano Volpe — Università di Bari Aldo Moro

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